Festa 2016

Gli Alpini ringraziano tutti per la bella riuscita della festa!

Rinnovo cariche per capogruppo e consiglieri – 2016

Oggi, domenica 24/01/2016, si sono svolte le elezioni per il rinnovo della carica di Capogruppo e dei consiglieri con la presenza del Coordinatore di Zona, l’Alpino Sanese Antonio.

Allo spoglio dei volti ne è risultato che la carica di Capogruppo è stata confermata all’attuale capogruppo, l’Alpino Cortesi Benedetto.

Riepilogo del risultato dei voti:

Capogruppo:

  • Cortesi Benedetto

Consiglieri:

  • Bosco Antonio (Segretario)
  • Brambilla Fernando
  • Cavagna Erik
  • Cavenago Maurizio (Alfiere)
  • Cortesi Aurelio
  • Manzoni Paolo
  • Pala G.Franco
  • Rozzoni Angelo (Tesoriere)
  • Rozzoni Daniele

Gli Alpini del gruppo ringraziano l’operosità del capogruppo e confermano la fiducia che viene posta in lui.

Un Grazie da tutti a Benedetto per l’impegno che continua a mostrare nel guidare il gruppo in pieno spirito alpino.

Realizzazione Presepio per il Natale 2015

Quest’anno il Presepio è stato realizzato con una particolarità.

Il nostro Parroco ha chiesto di avere due porte per ricordare simbolicamente  l’apertura dell’anno del Giubileo.

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Gli alpini si sono mossi e rivoluzionato la struttura, inventandosi due porte che il Parroco ha aperto prima di mettere le statue nel presepe con i bambini..

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Beato Don Gnocchi – Commemorazione 2015

25 OTTOBRE 2015 – BEATO DON CARLO GNOCCHI
Il Gruppo Alpini, Domenica 25 ottobre, ha riproposto la Messa in ricordo del Beato Don Carlo Gnocchi e per tutti i defunti Alpini della zona 28, che è composta dai gruppi alpini dei comuni: Castel Rozzone, Treviglio, Brignano Gera d’Adda, Casirate, Caravaggio, Calvenzano, Mozzanica, Misano, Pagazzano.

Una cerimonia voluta fortemente da noi Alpini per ricordare la figura di Don Carlo Gnocchi, che con il suo esempio di vita ci dona tanti spunti su cui riflettere e pensare; Una vita spesa alla ricerca del più povero, del più bisognoso nel corpo e nello spirito.

Durante la Messa ci sono stati momenti toccanti, dalle parole sempre significative e profonde del ns. Don Riccardo, ai canti emozionanti del coro San Bernardo , alla recita della preghiera dell’alpino fino alla pelle d’Oca del Suono del Silenzio, suonato dal trombettista Antonio.
Una bellissima cerimonia che come ha detto Don Riccardo ci riempie e ci rallegra.

Un grazie và al ns. capo zona Antonio Sanese ed ai gagliardetti presenti e a tutti gli alpini che hanno riempito la chiesa di penne nere. Ma un grazie sincero và a tutta la ns. comunità che ha partecipato numerosa e ha colto l’importanza di questa messa, vivendola con partecipazione.

Don Carlo Gnocchi è … e deve essere un’ esempio di vita per tutti. Noi Alpini siamo orgogliosi di poter indossare il Cappello Alpino, quello stesso cappello che Don Gnocchi ha indossato nella sua Santa Vita!

Gruppo Alpini
Benedetto Cortesi

 

Festa 2015

Visita a Rovereto Città della pace

Per la ricorrenza dei 100 ANNI dalla Prima Grande Guerra Mondiale 1915/1918, il Gruppo Alpini hanno organizzato una giornata a Rovereto … Città e luoghi che sono stati al centro della Grande Guerra e che ora vogliono simboleggiare LA PACE.

Cosi alle ore 6 del mattino 50 “Soldati” di Castel Rozzone sono partiti per Rovereto, con noi c’erano Don Riccardo e il Sindaco Giusy.

Prima fermata il parcheggio dell’Ossario di Castel Dante … abbiamo aspettato l’apertura dei cancelli facendo una colazione alpina a base di pane e salame, pancetta e formaggio e chi voleva anche un buon caffè il tutto in una atmosfera allegra e spensierata.

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All’apertura dei cancelli dell’Ossario di Castel Dante l’allegria si è trasformata in un rispettoso silenzio e riflessione personale. Ai margini della strada di accesso sono visibili alcune opere militari (trincee) ottimamente conservate, costruite dai fanti della Brigata Mantova dopo aver conquistato la posizione sul colle nel dicembre 1915.

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Il Sacrario è una struttura enorme, con una scalinata che porta all’ultimo piano, si scende dall’interno nei 3 piani in corridoi circolari dove riposano 20.000 soldati di diverse nazionalità (italiana, austriaca, cecoslovacca e ungherese, noti e ignoti) è stato toccante vedere tutte quelle lapidi con i nomi di tutti quei ragazzi, mandati incontro alla morte per la nostra Patria, la nostra Bandiera. Quella stessa Patria e Bandiera che tanti ragazzi di oggi scherzano e deridono senza darle il giusto valore. Valore al sacrificio di tutti quei ragazzi che hanno dato la vita per permettere a noi di avere un’Italia Unita e democratica … e forse anche fin troppo libertina. Intorno all’ossario i resti del castello medioevale dei Signori Lizzana, dimora del poeta Dante Alighieri nel XIII secolo, da qui il nome Castel Dante.

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Usciti dall’ossario saliamo attraverso il sentiero della pace, alla vicina Campana (Maria Dolens), un posto bellissimo che trasmette serenità e pace, entrati nel piccolo museo vediamo un filmato dove spiega il perché e il come della costruzione della Campana, costruita come segno di Pace per tutti i popoli della terra, fondendo armi pesanti e cannoni di tutte le Nazioni che hanno partecipato al conflitto, ed il perchè è stata posizionata su questa terrazza naturale che guarda tutta la valle del Trentino, dove si svolgono manifestazioni per promuovere la pace, la non violenza e i diritti umani.

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Per arrivare alla campana si deve attraversare il viale delle Bandiere, emozionante passeggiare tra tutte le bandiere delle nazioni come testimonianza di pace, in fondo al viale eccola là, Maria Dolens abbracciata da due tribune dove la gente si può sedere, riposare e riflettere aspettando le ore 12:00 quando la Campana emette i suoi 100 rintocchi, affacciata sulla valle dove tutti la possono vedere.

E con questa atmosfera Don Riccardo ha celebrato la messa, sotto la campana che da pace ed emozioni, ricordando e pregando per i caduti di tutte le guerre e anche per tutti gli alpini che ancora oggi diffondono i valori di pace e solidarietà.

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Finita la messa come non immortalare tutto il gruppo sotto la campana!!! Ed ecco che alle ore 12 puntualissima Maria Dolens ci ha regalato il suo particolare suono, segno di pace e vita, voce della coscienza di tutti i popoli.

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E si la Campana ci ha fatto capire che era mezzodì, ora di pranzo, così dopo le foto ricordo e l’acquisto di souvenir ci siamo diretti al ristorante a pochi chilometri da lì, vicino al bellissimo Eremo di San Colombano.
Così dopo aver riempito lo stomaco e riposato, un gruppetto di valorosi, con a capo Don Riccardo, Ester e Gusta, siamo andati all’Eremo, fortunatamente visitabile visto che le aperture vengono gestite da volontari del paese e non sempre è aperto.

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Dopo una camminata di mezz’ora e la scalata di 102 gradini scavati nella roccia, arriviamo all’Eremo di San Colombano costruito su uno strapiombo di 120 metri, abbiamo potuto vedere una bella chiesetta incastonata nella roccia, dove all’ interno custodisce la grotta dell’eremita … dopo una preghiera torniamo al ristorante per riunire il gruppo e partire alla volta del Museo della Grande Guerra a Rovereto.
Un Museo bello e ben curato, inserito nel castello Medioevale “Castel Veneto” utilizzato anche come caserma dagli austriaci. La visita che si snoda in tutte le sale del Castello, che raccolgono armi, uniformi, opere d’arte, fotografie, cimeli, oggetti di uso quotidiano nelle trincee, lettere e diari.

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Dalla Rocca del Castello godiamo del bellissimo paesaggio di Rovereto. Non ancora stanchi, usciti dal museo, passeggiamo per le viuzze deserte del centro storico, attraverso la porta San Marco , la contrada della Terra, viuzze dove Il Filosofo Rosmini nacque e concepì la sua idea dell’essere. Ogni angolo di queste strade parla di storia.

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Dopo un’intensa ma bellissima giornata dove non ci siamo fatti mancare nulla … siamo partiti per far rientro al nostro paese pieni di emozioni, per le cose viste e con nel cuore il suono della campana della pace.
Un grazie mille a tutti Voi per lo spirito di adattamento e per la bellissima giornata che Voi con la Vostra presenza avete regalato a noi Alpini!!!

Grazie Mille e ….. alla prossima gita !!!

Capogruppo Cortesi Benedetto

88° ADUNATA ALPINI L’AQUILA 2015

Per cercare di raccontare 88° Adunata Alpina a l’Aquila, bisogna andare indietro di 6 anni e tornare a quella terribile sera del 6 aprile 2009, dove il terremoto ha portato morte e distruzione nell’intera regione, dilaniando nel cuore la città dell’Aquila e distruggendo gran parte dei paesi limitrofi, caratteristici per la loro bellezza, con i loro centri storici arroccati sulle splendide colline Abruzzesi.
Subito nei giorni seguenti, si è messa in moto la macchina del volontariato e migliaia di alpini, da tutta Italia, hanno raggiunto l’Aquila, portando nel loro piccolo: sostegno, lavoro , sudore e cercando di donare una carezza o una parola di conforto a chi aveva perso casa e cari … perché gli ALPINI sono così !!

Da qui parte la nostra adunata!! Siamo arrivati venerdì 15 maggio in serata alloggiando sulla costa adriatica abruzzese nel paese di Colonnella, arroccato sulle colline, circondato da uliveti e da una spettacolare vista sul mare.

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Sabato mattina siamo partiti alla volta del Gran Sasso, ma il tempo non era dei migliori, nuvole e aria fredda accompagnavano il nostro avvicinarsi, tanto di impedirci di salire a Campo Imperatore con la funicolare, cambiando i nostri programmi abbiamo visitato il paese di Assergi posto alle sue pendici, il centro storico è totalmente abbandonato in quanto dichiarato non agibile per vivere, il nostro primo contatto con la distruzione terribile del terremoto.

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Visitando il territorio, abbiamo incontrato la chiesetta dove Papa Giovanni Paolo II si fermava a pregare quando veniva a sciare e passeggiare nei sentieri del gran sasso.

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Scendendo verso l’Aquila dal Gran Sasso abbiamo attraversato i paesi di Camarda, Paganica, Bazzano, Onna, Fossa, San Demetrio, Stiffe con i segni del terremoto ancora ben visibili, siamo stati accolti con sorrisi ed una gran accoglienza, nelle strutture appositamente preparate per accogliere gli alpini, qui tanto amati.
In tutti i paesi si vedono, la parte vecchia, con case con evidenti danni e la parte nuova, con casette prefabbricate dopo il terremoto, , aquila-023.jpg aquila-021.jpg nell’avvicinarsi alla città iniziamo ad incontrare già tantissime penne nere che sono alloggiate in tutti questi paesi che incontriamo..
Nel tardo pomeriggio arriviamo a l’Aquila, avvicinandoci vediamo i villaggi nuovi costruiti dopo il terremoto, la città storica è arroccata sulla collina, lasciamo le auto e ci incamminiamo verso il centro, era quasi impossibile trovare posto per parcheggiare l’auto, camminiamo con un fiume di gente tutta festante e gioiosa, allegra e colorata … dove naturalmente non poteva mancare del buon vino, una grandissima festa a cielo aperto,dove si mescolavano Bocia , Veci, famiglie con bambini , gente di altre razze e culture, tutti con lo scopo di divertirsi e fare festa ..nessuno è andato sopra le righe e tutto si è concluso nel migliore dei modi.

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Finalmente riusciamo ad entrare nel centro storico, facendoci largo tra tante persone, e ci rendiamo subito conto di quanta distruzione ha fatto il terremoto a questa città antica. Palazzi legati da pilastri di ferro ed impalcature, alcuni in ristrutturazione ma ancora tanti solo messi in sicurezza. Chiese con tetti provvisori e coperte da impalcature, strade completamente chiuse al pubblico (zone rosse). Secoli d’arte e storie di vita distrutte.

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Visitiamo la Basilica di San Bernardino gravemente danneggiata, i restauri sono durati sei anni e la chiesa è stata restituita agli aquilani il 2 maggio scorso in tutto il suo splendore.

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Tra fanfare e cori alpini, passiamo la serata, torniamo sul mare al nostro hotel in nottata, subito a letto per recuperare le forze ed essere in piena forma per la vera Adunata .
Sveglia presto e dopo un’abbondante colazione e un ultimo ritocco alla divisa (maglia gialla) e al nostro Cappello Alpino partiamo per l’Aquila.

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Un bellissimo sole finalmente ci dà il benvenuto e ci mostra tutta la bellezza del massiccio del Gran Sasso.

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Arriviamo a l’Aquila, arrivando in macchina ci fanno parcheggiare in periferia, ma con un buon servizio di bus navette ci portano all’entrata della città, da lì un serpente di persone che si incamminano per arrivare all’ammassamento, noi guidati dalla piccola Andrea che saliva con il suo passo alpino “facendo invidia a molti”, arriviamo all’ammassamento pronti alla sfilata per onorare questa bellissima città e la bellissima gente che la vive.

Noi aspettiamo la partenza della sfilata e le nostre mogli e la piccola alpina Andrea attraversano la città per andare tra la gente dell’Aquila ad applaudire e salutare gli alpini di tutta Italia.

La sfilata e’ stata emozionante, da pelle d’oca, un percorso lungo quasi 3 km ,circondati da tantissima gente che urlava, applaudiva e ringraziava gli alpini! Commovente vedere gente anziana stare in piedi per ore sotto il sole con gli occhi lucidi per ringraziare di cuore tutti gli Alpini.

La gente dell’Aquila voleva fortemente questa adunata, per poter ringraziare di cuore, tutta quella gente che con il volontariato li ha aiutati a non mollare, a rialzarsi e a non sentirsi mai soli.

Abbiamo vissuto una bellissima esperienza fatta di momenti unici e importanti che rimarranno scolpiti per sempre nei nostri cuori, abbiamo visitato posti magnifici, che anche se feriti dal terremoto, hanno conservato la loro bellezza. Chiese Palazzi Strade Colline Montagne Sguardi e Visi che non scorderemo mai!!!

Gli alpini Benedetto, Paolo, Maurizio, Daniele … le accompagnatrici Cristina Egle ed la piccola Andrea.

Fiaccolata 2014

Babbo Natale, con l’aiuto degli Alpini e della Protezione Civile di Castel Rozzone ha RACCOLTO UN SACCO DI LETTERINE!

Ce la farà a consegnare tutti i regali?

Grazie a tutti gli amici ed i bimbi che hanno partecipato all’annuale FIACCOLATA.

Auguri per un Sereno Natale ed un nuovo anno pieno di Gioia!
Alpini Castel Rozzone

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